
Mister Federico Valente, partiamo dalla fine: il 2025 è andato in archivio con il secondo posto in classifica e con 37 punti in 19 partite, che seguono la salvezza conquistata lo scorso aprile. Quali parole userebbe per definire questi suoi 11 mesi a Lecco?
“Sin dal primo giorno ho trovato un ambiente caldo, che vive il calcio, e una società che mi ha dato la possibilità di esprimermi con staff e giocatori. Nella scorsa stagione era importante salvarsi, per poi poter mettere a punto una squadra che potesse fare meglio: sin dal 14 luglio il nostro obiettivo è stato fare meglio dell’anno scorso, esprimere un gioco propositivo, un’intenzione che è stata sposata da tutto lo staff e dai giocatori”.
Una settimana di pausa per le feste natalizie, poi di nuovo in campo dal 29 dicembre: come sono stati i primi giorni di lavoro?
“È la seconda volta in carriera che affronto una pausa così breve: di solito in Svizzera e in Germania gli stop invernali sono più lunghi. Una settimana di pausa non fa perdere tanto lavoro: lunedì ci siamo rivisti, poi da martedì in avanti è stata una settimana tipo. Lavoriamo con con grande intensità e ci prepariamo alla partita di sabato contro l’Ospitaletto”.

Come è cambiato il suo Lecco da agosto ad oggi?
“Abbiamo più consapevolezza di ciò che mettiamo in campo, di come consolidiamo le varie fasi di gioco. Abbiamo affrontato varie problematiche fisiche, ma tutti lavorano intensamente e hanno sposato la nostra idea. Vogliamo iniziare il 2026 nello stesso modo: sarà importante essere intensi sin dal primo secondo in campo”.
Percepite il peso di dover rispettare le aspettative, visto quanto è stata posta in alto l’asticella nel girone d’andata?
“Se hai aspettative, puoi rimanere deluso. È un concetto che cerco sempre di trasmettere: noi dobbiamo solo pensare a dare il meglio negli allenamenti e nelle partite. Ci siamo meritati i punti che abbiamo, ma non dobbiamo confermare solo i risultati: contano le settimane di lavoro. I risultati e le partite sono lo specchio di quanto si fa negli allenamenti. Siamo consci e consapevoli di dover dare sempre il massimo in campo per portare a casa punti e avere la voglia di difendere con tutto ciò che si ha: è questa la base. E resta tale, che i punti siano 30, 37 o 42. Noi siamo responsabili per la prestazione, il resto arriva da sé”.
Inizia il 2026: ha fatto i suoi buoni propositi per l’anno nuovo?
“Personalmente, ma anche per tutti coloro che lavorano con me, l’augurio è di essere sano, di stare bene, è la cosa più importante. Vorrei essere una persona buona e lo stesso vedere nella squadra: vorrei avere un gruppo giusto, dritto. I valori delle persone sono sempre la cosa più importante. Dobbiamo apprezzare i momenti che viviamo ogni giorno, perché abbiamo la possibilità di lavorare sulla nostra passione e per questo dobbiamo essere grati ogni giorno”.

